Simone Alessi presenta “Blake. Il divenire degli Dei”

Quattro chiacchiere con Simone Alessi

«All’inizio del romanzo Blake sembra un adolescente come tanti, in cerca del proprio posto nel mondo. È il simbolo dell’irrequietezza che contraddistingue questo complicato periodo della vita, in cui si ha solo un assaggio di quella che sarà l’età adulta. Nel corso del racconto Blake dovrà capire come essere sé stesso non solo nel mondo ma anche nel proprio corpo. Un tema attuale quello dell’accettazione del proprio essere, nel tuo romanzo declinato in una storia simbolica di morte e rinascita. Si può definire Blake. Il divenire degli Dei un “fantasy di formazione”?».
Possiamo definirlo un “fantasy di formazione”, un “fantasy di ricerca”, un “fantasy simbolico”. Non ho mai riposto “Blake il divenire degli dei” in un determinato target seppur sia stato inserito giustamente all’interno del genere fantasy. Spero che con questo romanzo ogni persona, a modo suo, possa riflettere per vedere il mondo e le persone in modo differente. Senza esclusione, senza paura, senza preconcetti. Non vi è diversità in questo mondo se non quella che ci autoimponiamo. Sono in parte onorato che abbiate inserito il termine fantasy con il termine “formazione” e in parte ne sono “terrorizzato” perché, se dovesse essere, vorrebbe dire che ho fatto qualcosa di buono e questo mi ruberebbe un sorriso dal profondo della mia anima.

Simone Alessi

«Una parte consistente del tuo romanzo è dedicata all’interazione tra miti e leggende del passato, oltre che al confronto tra divinità appartenenti a diverse religioni. Quanto studio c’è dietro la costruzione di un universo tanto articolato dal punto di vista filosofico e dogmatico? Come sei riuscito a intrecciare e a rendere significanti mondi e interpretazioni tanto differenti tra loro?».
Sognando. Credendo. Studiando. Amando. Da sempre ho ricercato le arcane sabbie del tempo e i loro moti divini. Come per lo studio della storia, non costituita solo da fatti e date ma soprattutto da persone con un’indole e un proprio pensiero, gli dei e le religioni non sono assai differenti. Culti, popoli, tradizioni ci hanno tramandato, tramite la loro esperienza e credo il loro mondo e, con esse, anche le loro divinità artefici e compagne in un’eterna lotta per il caos o l’equilibrio, spesso rappresentate nello stesso pensiero. Gli dei sono la più elevata manifestazione delle speranze e delle paure umane. In loro vi è la manifestazione sensibile dello spirito umano e possiedono caratteristiche uniche e contradittorie, proprio come l’uomo stesso. Immortali, potenti, generosi e vendicativi. Gli dei sono i nostri creatori e allo stesso tempo noi li alimentiamo donando loro l’esistenza eterna. Il nostro sangue è la loro ambrosia e i nostri pensieri le loro preghiere.
Gli dei sono sempre attorno a noi e possiamo incontrarli in ogni manifestazione, naturale o meno, ed è per questo che ho voluto scrivere di loro, per rammentare la loro presenza in modo non convenzionale. La storia, il tempo e i vincitori hanno trasfigurato molte figure “mitologiche” e “storiche” e ho voluto vedere l’altro lato della medaglia dove il vinto potesse raccontare la sua storia senza intromissione del vincitore. Non è diverso dal racconto di una mamma che parla di suo nonno. Lui non è più presente fisicamente ma le sue gesta, piccole o grandi, possono risuonare in eterno nella memoria di coloro che lo hanno apprezzato. Diversamente verrà dimenticato o demonizzato da coloro che non provavano simpatia nei suoi riguardi. La leggenda, il mito, la religione sono storie attuali vissute in epoche distanti. Avvicinarsi alla natura equivale ad avvicinarsi agli dei e dunque a noi stessi. Non posso affermare che sia stato semplice parlare di loro ma conoscere le loro gesta, conoscere le nostre gesta non è altro che una ricerca verso l’universalità di ogni singolo archetipo. Ho anche cercato di fondere insieme tutte quelle divinità che, seppur presentate in maniera differente dalle varie religioni, rappresentano la stessa figura in quanto basata su caratteristiche universali del mondo quali l’uomo, la natura e l’universo stesso.

«In Blake. Il divenire degli Dei vi sono scene che sembrano dipinte dalla mano di un pittore, e sono molti i riferimenti al mondo dell’arte. Così come Blake, anche tu sei un artista, e infatti sei l’autore dell’illustrazione presente sulla copertina del romanzo. Quali quadri o artisti ti hanno ispirato nella stesura dell’opera?».
L’arte mi ha sempre accompagnato nella mia vita e non intendo solo l’arte pittorica ma anche quella scultorea, musicale, incisoria e architettonica. Ogni luogo che ho visitato mi ha lasciato un frammento della sua voce silenziosa. Per “Blake. Il divenire degli dei” mi sono ispirato ai paesaggi fiamminghi di Bruegel, ai fiabeschi quadri di John William Waterhouse o all’enigmatico mare di nebbia di Caspar David Friedrich ma anche alle opere d’arte rinascimentali da Albrecht Dürer a Raffaello Sanzio a Sandro Botticelli a Michelangelo Buonarroti e per concludere all’immortale Leonardo da Vinci. Blake racchiude in sé le “pennellate artistiche” di numerosi pittori e in un qualche modo racchiude lo spirito di ogni opera d’arte al quale mi sono affacciato, come se guardassi l’oceano in tempesta. Un oceano colmo di mistero e storia. I dipinti non sono altro che maree di colore ed emozioni che prendono vita e tra le opere immortali risplende soprattutto per Blake la “Vergine delle Rocce” conservata nel Musée du Louvre di Parigi. La Vergine è stata la prima ispirazione per il personaggio di Selene e a susseguire tutte le dame dai lineamenti simili a quelli delle principesse delle favole.

«Restando nel territorio delle fonti di ispirazione, quali autori e opere letterarie hanno influenzato la tua scrittura?».
Sono un grande divoratore di libri e amo immergermi nei classici della letteratura da Jane Austen alle sorelle Brontë e moltissimi altri, ma amo spaziare nei generi, per cui mi immergo nella letteratura seducente di Anne Rice e dei suoi vampiri dalla bellezza divina, J. K. Rowling, J.R.R. Tolkien, Roald Dahl e Marion Zimmer Breadley. Ma la mia vera musa è sempre stata Angela Sommer-Bodenburg e le avventure di Vampiretto. Lei è riuscita a trasmettere con le sue storie il percorso di crescita interiore di un bambino che diventa adolescente. E a volte i libri per bambini sono molto più profondi di quello che si potrebbe immaginare.

«Nel romanzo si racconta senza filtri di sesso e della fluidità di genere, due argomenti difficili da trattare e che danno grande spessore all’opera. Pensi che un libro possa aprire la mente su questioni considerate ancora “tabù”, nonostante la nostra società sia così evoluta?».
In verità una parte di me spera proprio che sia così. Il mondo è ricco di bellezze nascoste e realtà assai diverse ma nonostante la nostra società “evoluta” si ritiene errato ciò che in natura non lo è. La nascita, il sesso e la morte sono tre costanti per l’essere umano, soprattutto il sesso (inteso come ricerca intrinseca di sé) ma svariate realtà tendono a nutrire dissapore e violenza verso queste costanti naturali. L’essere umano è libero di fare le proprie scelte e assecondare le proprie tendenze consapevole che nessuno ha il diritto umano o divino di limitarlo. Preconcetti e ipocrisia sono le basi della società italiana che tende a demonizzare tutto ciò che è diverso o straniero. Situazione diversa è la procreazione e la famiglia tradizionale che come una melodia discordate risuona fra le mura di coloro che non riescono a vedere al dì là dell’apparenza. Rispetto porta rispetto e l’identità di un individuo deve essere soppesata dallo stesso come priorità. Uomini che amano uomini, donne che amano donne, uomini che amano donne e viceversa, donne che si sentono uomini e lo diventano e viceversa… tutto è lecito se la parola che li accomuna è “amore” e non vi è vergogna nel sesso se è un atto di crescita e consapevolezza del proprio corpo e spirito. Ogni età ha i suoi steps e credo fermamente che la conoscenza e l’umanità possono camminare di pari passo nel rispetto. Ogni forma di vita per quanto differente l’una dall’altra è sacra e non credo che il sesso sia solo un atto per procreare perché in esso vi è molto di più. Spero che l’Italia possa essere la terra delle opportunità e dell’uguaglianza, dove ogni donna, uomo, ragazzo possa sentirsi protetto e amato per ciò che è e non per ciò che gli altri si aspettano che sia.

«Ci racconti qualcosa delle tue abitudini di scrittura? Dove ti piace scrivere, hai un posto particolare, dei riti che segui? Quali consigli ti senti di dare a chi è alle prese con la sua prima fatica letteraria?».
L’ispirazione nasce con l’oscurità metaforica e anche reale. “Tutto ha avuto inizio in una notte d’inverno, quando la fantasia regnava fra le offuscate nuvole del cielo. La mia vita stava cambiando. Ero giovane e ancora non ne conoscevo le varie sfumature. Blake era celato nei miei sogni. Giorno dopo giorno ho scritto di lui e del suo mondo, del nostro mondo, e così è nato”. Tutto può diventare ispirazione e tutto può essere al contempo il nostro inferno sulla terra.
Da bravo artista amo scrivere o dipingere di notte soprattutto quando il cielo è grigio e il maltempo imperversa. La solitudine e il rumore del silenzio inebriano la mia mente e solo allora mi lascio trasportare in una visione che termina solo con il rintocco della stanchezza. Per chiunque volesse iniziare a scrivere consiglio solo di farlo quando si è in affinità con sé stessi. Tristezza, odio, amore sono le basi per catapultare i vostri sentimenti nelle pagine, a me capita con la malinconia. Dimenticate il mondo, dimenticate chi siete e lasciatevi andare senza paura. Quando avrete raccolto parte della vostra anima solo allora rimettetevi in discussione e una notte dopo l’altra cercate di scoprire sempre di più chi siete lasciando alle parole il nesso della vostra anima.

«Che cosa accadrà a Blake? Puoi darci qualche anteprima delle avventure che attendono lui e gli altri personaggi nel nuovo capitolo della saga?».
Blake crescerà e con lui anche gli altri personaggi. Tradimenti, responsabilità, amore e cambiamento. Il mondo adulto è difficile e per un adolescente catapultato in questo nuovo vortice potrebbe essere tanto un trauma quanto una presa di consapevolezza che lo porterà a migliorarsi. Come spoiler vi dico solo che Morte sarà molto presente e potrebbe stupirvi.
“Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!”. (Luigi Pirandello)

Simone Alessi nasce nel 1985 a Urbino, e successivamente si trasferisce a Bologna dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Lavora nel campo della grafica pubblicitaria e multimediale, a cui affianca l’interesse per l’arte, la scrittura e la ricerca storica di credenze e leggende popolari. Da queste passioni nasce il suo primo romanzo Blake. Il divenire degli Dei, una storia che miscela fantasia, cruda realtà, divinità e miti del passato, simbologie artistiche e riflessioni sull’uomo e la società odierna.

Titolo: Blake. Il divenire degli Dei
Autore: Simone Alessi
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Vertigo Edizioni
Collana: Approdi
Pagine: 360
Codice ISBN: 978-8862065931

 

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